Dopo il primo collegiale allo Stelvio, dall’8 all’11 luglio, le squadre regionali dello sci alpino si sono ritrovate il 15 e il 16 a Predazzo e Falcade per il primo appuntamento sulle strutture artificiali.

«Nella due giorni sulle strutture di Predazzo e Falcade abbiamo lavorato su obbiettivi specifici: abilità, controllo e confidenza nei salti e fase aerea, partenze con fase di spinta efficienti» spiega l’allenatore della squadra maschile, Moritz Micheluzzi.

«Per quanto riguarda i trampolini, i ragazzi quasi tutti forti dell’esperienza dello scorso anno, sono riusciti a lavorare in progressione partendo direttamente dal salto dei 30 metri e poi passando al 60. Se lo scorso anno saltavamo per fare confidenza con fase di stacco e fase aerea ora abbiamo saltato per affinare i vari concetti dallo stacco all’atterraggio. Siamo riusciti a fare tanto volume, aspetto importante considerato che durante l’ inverno è difficile dedicare tempo ed avere le condizioni per affinare questo ambito che è importante soprattutto per chi fa velocità».

«Molto importanti sono stati i due pomeriggi di Falcade, sulla nuova struttura Neveplast dedicata alle partenze» dice ancora Micheluzzi. «Abbiamo lavorato insieme a Giuseppe Piller Cottrer, responsabile tecnico scuola tecnici federali area nordica Fisi, e Giovanni Feltrin, allenatore del gruppo femminile azzurro polivalenti di Coppa del Mondo. Con loro abbiamo studiato la progressione dal cancelletto, sviscerando aspetti non sempre tenuti in considerazione ma che possono essere fondamentali nel fare la differenza tra un buon piazzamento o una gara nelle retrovie. C’è stato un bell’impegno da parte dei ragazzi e la sfida con il cronometro è stato un ulteriore carica di energia».

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