Ecco il commento, con i video, del SuperG dei Mondiali di Are, dove Mikaela Shiffrin ha vinto l’oro e Sofia Goggia l’argento.

Il tracciato, predisposto dallo svizzero Roland Platzer, era stato accorciato eliminando la parte iniziale, più tecnica, ufficialmente per il vento, forse per diminuire le difficoltà dopo le polemiche successive alla Discesa di Garmisch.

 

Il risultato è stato un gara “sprint”, con una percorrenza di poco superiore al minuto (start alla quota di 971 metri, traguardo a 396, per un dislivello di 575 metri e una lunghezza di 1903).

Le difficoltà sono emerse comunque, testimoniate dai molti errori e cadute che hanno costellato la gara (quattordici atlete non sono arrivate al traguardo su 43 partite), forse con la complicità del freddo (-20°) e della tensione per l’evento.

 

La caduta più rilevante è stata quella di Lindsey Vonn, pettorale 16, (vedi il video sopra), che con una linea troppo diretta ha centrato una porta su un dosso ed è finita nelle reti, fortunatamente senza gravi conseguenza, visto che è scesa al traguardo sugli sci ma evidentemente dolorante. Sembra che sarà comunque al via della Discesa dove chiuderà la carriera.

Quindi si può dire che per arrivare nella parte alta della classifica, dove in soli 14 centesimi troviamo ben 5 atlete (10 in 54 centesimi), bisognava sbagliare il meno possibile, non essendoci possibilità di recupero. Un piccolo errore comunque l’ha commesso persino l’inossidabile Mikaela Shiffrin, con una linea troppo diretta sull’ultimo salto, che l’ha portata a impattare col palo della porta successiva. L’americana (vedi il video in alto) non ha fatto una piega e ha mantenuto all’arrivo il minimo vantaggio (2 centesimi) che aveva su Sofia Goggia. La fuoriclasse a stelle e strisce al traguardo sembrava sinceramente sorpresa di essere al comando della classifica, nonostante avesse vinto in questa stagione tutti i SuperG a cui ha partecipato (Coppa del Mondo a Lake Louise, St. Motitz e Cortina).

 

Sofia (vedi il video sopra), partita col pettorale 3, ha avuto il vantaggio di trovare una pista al sole (la visibilità è poi peggiorata dopo la partenza e la successiva caduta di Lindsey Vonn e la relativa interruzione della gara). Non ha commesso grandi errori, solo ha pagato sulle più veloci una quindicina di centesimi al primo intertempo essendo forse partita, come lei stessa ha dichiarato “con troppo rispetto per la pista”, e questo le è costato l’oro.


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Il peggioramento della visibilità ha penalizzato soprattutto Viktoria Rebensburg, “medaglia di legno” a soli 2 centesimi dal podio, che aveva il pettorale 19 e forse un po’ anche Federica Brignone, partita col 17, che è apparsa comunque un po’ incerta sugli ultimi due piccoli salti prima del traguardo, dove ha accumulato gran parte del ritardo. Postumi della caduta di Garmisch?

Nadia Fanchini non ha sbagliato praticamente nulla e nella parte centrale del tracciato, dove sembrava che Sofia Goggia avesse fatto la differenza, ha rifilato 15 centesimi alla compagna e 10 a Mikaela Shiffrin. La fortuna spesso non arride alla bresciana quinta a 9 centesimi dal podio, che comunque può consolarsi con la miglior prestazione di una stagione finora poco brillante.


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Sul podio, ultimo gradino, c’è invece andata la svizzera Corinne Suter (vedi il video sotto), finora mai nelle prime tre in Coppa del Mondo nonostante alcune buone prestazioni, che si può definire come la sorpresa di giornata.

 

Tornando alle Azzurre, ha sfiorato il risultato a sorpresa anche Francesca Marsaglia, settima alla fine a 24 centesimi da Shiffrin, che si è giocata la medaglia proprio sullo stesso salto dove aveva sbagliato la linea l’americana. La romana però non è stata egualmente lesta a correggere.

L’Italia mette a segno il miglior risultato di squadra (tutte le quattro atlete nella top ten) e eclissa la favorita Austria che invece non ne piazza nemmeno una fra le prime dieci (la campionessa mondiale uscente Schmidhofer undicesima è la migliore). Abbastanza difficile da credere la prestazione negativa delle austriache, che hanno commesso errori madornali (sembrava non avessero fatto ricognizione), in due casi non hanno nemmeno terminato la gara (Venier e Ager).

Parte bene quindi il Mondiale di Are per l’Italia, che dopo la prima gara migliora già il risultato dei precedenti Mondiali di St. Moritz del 2017, dove aveva raccolto un solo bronzo in Gigante, sempre con Sofia Goggia.

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