Non c’è pace per gli impianti del Nevegal, appena sopra Belluno.

Ormai da molti anni hanno vita tribolata, stavolta sembra che vada peggio del solito. Come riportato dagli organi di informazione locali (Gazzettino, Corriere delle Alpi), mercoledì scorso c’è stata una riunione nella sede della Pro loco Castionese con oltre cinquanta persone fra operatori, titolari di attività e cittadini. Presenti alcuni consiglieri comunali di minoranza, ma a quanto pare non c’era il sindaco Massaro e non c’era alcun rappresentante della sua giunta.

Spiega Maurizio Curti, presidente della società che gestisce gli impianti:  “Nell’estate 2017 eravamo nella stessa situazione. Abbiamo aperto gli impianti per la stagione invernale perché avevo ricevuto dall’amministrazione comunale, nella persona del sindaco Jacopo Massaro, ampie rassicurazioni scritte che quello che chiedevamo in qualche modo sarebbe arrivato, specificando che il pubblico non può dare aiuti economici ai privati. Con quella rassicurazione abbiamo aperto. Ma l’amministrazione non ci ha dato un Euro. La perdita della società ogni anno si aggira fra i 100 e i 150 mila euro, cifra che è sempre stata ripianata dai soci. Oggi siamo nella stessa situazione del 2017 e visto che al momento non c’è nessun impegno da parte del Comune a sostenere la società, il CdA ha deciso che gli impianti resteranno chiusi”.

Il problema sembra strutturale, visto che tutte le società che hanno gestito gli impianti negli ultimi trent’anni sono state in perdita.

Ed è un peccato, perché fino agli inizi degli anni novanta, il Nevegal era una località gettonatissima soprattutto nel fine settimana per la vicinanza alla pianura, per il panorama che spazia dalle Dolomiti fino al mare e per la possibilità di passare una giornata sugli sci a costi contenuti. Poi i cambiamenti climatici, i caroselli con centinaia di chilometri di piste e il calo delle settimane bianche (almeno per la clientela nazionale) ne hanno sentenziato il progressivo declino. Si è così passati dai 15 impianti di risalita ai 5 attuali. Al Nevegal operano comunque due scuole di sci e sono in attività alcuni alberghi, bed & breakfast e campeggi.

Da ricordare che il Nevegal dispone anche di una pista illuminata, molto utilizzata per gli allenamenti notturni degli sci club e dotata di innevamento programmato, pista su cui fino a qualche anno fa si svolgevano anche gare FIS di livello elevato, poi migrate verso altre località per l’incertezza organizzativa.

Un turista austriaco, arrivato chissà come sul Nevegal per una sciata in notturna, sorpreso per la scarsa affluenza, qualche anno fa disse: “Se questa pista fosse in Austria, magari vicino a una grande città come Salisburgo (certo più popolata di Belluno, ma non una metropoli…), ci sarebbe la ressa!”

Ressa che purtroppo, almeno negli ultimi anni, al Nevegal non c’è stata.

Nella foto: una veduta del Nevegal, con le piste innevate.

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Stefano Minotto
Grande appassionato di sport (maestro di sci, istruttore di mountain bike e in precedenza istruttore F.I.V., allenatore di basket....) ha creato e portato avanti Racingski fin dal 2007. Segue con continuità il settore agonistico giovanile dello sci alpino, di cui è un ottimo conoscitore.

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